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Come è fatto un transponder
- Non esiste un transponder ideale per ogni applicazione!
A seconda dell'applicazione si possono avere transponder: circolari o rettangolari; rigidi o flessibili; di
piccole o medie dimensioni (ISO/IEC 7810); resistenti all'acqua o alla temperatura; dotati di protocolli
di comunicazione crittografata o diretta.
- Il transponder rigido è oggi un prodotto maturo ed è dedicato a frequenze operative di bassa frequenza
(ISO 18000-2).
I transponder flessibili sono la nuova generazione (
ISO 18000-3, ISO 18000-6) e permettono drastiche
riduzioni di prezzo rendendoli ideali nelle applicazioni per alti volumi. Per confezionare un transponder flessibile è
necessario laminare materiali di spessori dell'ordine di pochi micron. Per la laminazione può essere impiegato ogni
tipo di materiale: alcuni naturali come differenti tipologie di carta, altri sintetici come i polimeri termoplastici tipo
polivinilcloruro (PVC), resine poliestere (PET), resine poliamidiche (PA6, PA6,6), polietilene (PE), polipropilene (PP),
resine siliconiche sigillanti e stabili alle alte temperature. In alcuni casi, durante la laminazione può rendersi necessario
il ricorso a trattamenti superficiali per favorire la stampa (monocromatica e/o a colori) delle superfici.
- Ci sono trasnponder che possono solo inviare dati ma non memorizzarli, altri che possono sia riceverli che
memorizzarli. La dimensione della memoria del circuito integrato del transponder può variare da pochi byte a
migliaia di byte. La scelta del circuito integrato è principalmente funzione dell'applicazione che si vuole ottenere.

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